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Guglielmo Mutti · Tensiopittura

Sperimento una tecnica che mi permette di elaborare l'immagine in un linguaggio nuovo, dove la tridimensionalità non diventa solo una sensazione percettiva, ma una modalità interpretativa, in cui la luce e l'ombra appartengono propriamente alle forme, e da queste emanano, dissociate dal colore. Evidenzio gli elementi compositivi delle forze, con forme a cuspide, che poi copro con garze e tessuto.

La sperimentazione segue l'intento di una sempre più ampia armonia e sinuosità, nella contemplazione di tratti simbolici maschili e femminili, che pertengono alla scia della creatività naturale. L'intento più pregnante è il raggruppamento delle forze, alla ricerca di un comune punto di partenza, con lo scopo di dare ossatura alla composizione. Il primo ardito passo è proprio dissociare la composizione dal disegno, creando, successivamente, il raggruppamento delle varie forze in composizioni frazionate e, tuttavia, coerenti di uno sviluppo in partizioni di differente forma e andamento.

L'esplorazione creativa mi guida alla ricerca di un punto-elemento primario per la costruzione della forma da cui origina una nuova sorgente, che trasforma l'iniziale entità spaziale nell'evocazione dei cerchi nell'acqua; attraverso la superficie vedo affiorare l'aspetto interiore delle cose, animate dalla spensieratezza infantile, in contatto con la basilarità degli elementi. In una fase successiva, mi adopero a collegare le varie cuspidi con cavi di acciaio, per ottenere le forme volute; metto in tensione la struttura con puntoni e tiranti, e copro con vari strati di garze, stabilizzate con gessi e altri leganti, e infine, levigate. Considerando che questi elementi strutturali sono propri anche delle tensiostrutture, per analogia architettonica, definisco queste mie realizzazioni con il nome di "tensiopitture”. Le guardo e le vedo come un soddisfacente punto di incontro tra la scultura e la pittura, nate dall'esigenza di offrire tridimensionalità allo spirito e all'anima. In una sorta di fermo-immagine mi appare il nucleo vibrante della tensiopittura sospesa, che torna a rappresentarsi attraverso la composizione degli elementi che, realizzati sempre allo stesso modo, si intrecciano, si legano, e sembrano proiettarsi nell'infinita danza dell'anima.

In alcune composizioni mi accade di realizzare elementi dalle sembianze dissociate dal contesto; si intersecano immagini che sconfinano da una vita onirica di matrice archetipica, attraverso cui prevale la forma istintiva primordiale che espande il mio pensiero, incurante della sua collocazione. Ritengo il risultato di una progettualità contemporanea che prende vita da antichi impasti; gli elementi sospesi e trattenuti dai cavi, le sovrapposizioni di più panorami e quote, i piani, che si spezzano e si inclinano, fanno di questa modalità espressiva una tecnica unica e stabilizzata. Approdo, così, alla percezione di una nuova forza interpretativa, che condensa efficacemente il valore degli studi compositivi plastici, parte fondamentale del mio percorso formativo che ha potenziato il mio approccio all'architettura dell'universo urbano. 

La struttura, infatti, nasce dalla realizzazione di un progetto, sempre più definito, in cui le forme volumetriche possono anche non corrispondere nella fase pittorica. I materiali e gli impasti, derivati da antiche tecniche artigianali, ne fanno un manufatto di gusto classico; il procedere del tempo creerà la possibilità di invecchiare con la grazia che rende vivo il segno scolpito nel quadro, come nella roccia.

È con questa aspirazione che fisso le idee trasmesse dalla creatività dell'infinito, che mi fornisce l'arte di accoglierle e dar loro abitazione in una spazialità propria, in cui la forza della materia ha il sopravvento sul mio pensiero. Il fluido materico nasce da una sorgente emozionale e trasmigra i miei vissuti in forme plastiche; le quote possono non coincidere con la realtà ordinaria, ma possono corrispondere adeguatamente all'esperienza percettiva.

La luce, non è data dal colore, ma dalle ombre che gli andamenti e i rilievi determinano; i vari posizionamenti delle sorgenti luminose permettono di evidenziare una molteplicità di sorprendenti suggestioni. Si amplifica in me la comprensione di avere ricevuto gli insegnamenti di base dalla contemplazione della natura, in tutti gli aspetti delle sue ineffabili leggi. Una profonda integrazione deriva, successivamente, dallo studio di tanti artisti, artigiani, pittori di ogni tempo, il cui talento crea un'emanazione costante e viva per lo sguardo ricettivo e aperto alla ricchezza inesauribile della loro comunicazione.